Home » ArcaNova - migliori prassi sociali e politiche » La metamorfosi umana nell’Antropocene
La metamorfosi umana nell’Antropocene

La metamorfosi umana nell’Antropocene

Note di antropologia del futuro per un seminario aziendale

…la logica dell’approccio antropologico è esplicita, indipendentemente dal fatto che gli antropologi siano in grado di esserne all’altezza. Abbiamo dichiarato e dimostrato l’unità dell’umanità nell’articolazione di un processo culturale. Negare questi legami con il nostro passato e presente significa restringere la nostra prospettiva, ritrarsi verso un adattamento più limitato, voltare le spalle a ciò che possiamo ancora diventare.…Il punto di vista antropologico è quello della cultura mondiale che si sforza di nascere…se questa cultura fallirà, analogo sarà il fato dell’antropologia.

Eric R. Wolf, “Anthropology”, 1964

L’identità è un fatto essenzialmente individuale e solo marginalmente collettivo (Stefano Fait & Mauro Fattor, “Contro i miti etnici”).
Le identità collettive sono omologanti, mentre spirito e personalità (coscienza) devono venire sempre prima di tutto il resto (razza, classe, genere, fede, ecc.).
La civiltà umana del futuro è quella in cui non esistono più tendenze uniformanti a nessun livello.
Un esempio concreto: un ritorno alla lira come moneta unica per l’intera penisola in caso di implosione dell’eurozona negherebbe gli stessi presupposti dei critici dell’euro. Il futuro è delle monete comuni (euro e lira come valute condivise, non uniche ed esclusive) e degli ecosistemi monetari eterogenei e plurali (valute complementari). La natura non ama i sistemi chiusi.
Campanilisti e nazionalisti non capiscono che la loro forma mentis (sistema chiuso entropico) coincide con quella dei cosiddetti globalisti. Non è meno tirannica nella forma, è solo che si manifesta su scala minore.
Non ci sarà alcun ritorno alle migliaia di tribù separate e distinte del Paleolitico. Nella noosfera che sta prendendo forma ogni comunità (ad adesione volontaria, non di assegnazione per nascita) sarà interrelata e interdipendente con tutte le altre, al di là di ogni barriera o confine. Il futuro è delle membrane (sistema aperto filtrante, sintropico), non dei muri e dei passaporti (sistema chiuso, entropico).

L’antropologia studia ciò che accomuna gli esseri umani. L’etnologia ciò che li distingue. La Cultura accomuna gli esseri umani, le culture li dinstinguono.

Un’eccessiva enfasi sulla Cultura rischia di condurre alla “fine della storia” e all’omologazione nel pensiero unico di un’unica civiltà che pretende di incarnare la Verità e il Progresso.

Un’eccessiva enfasi sulle distinte culture rischia di assegnare a ciascuna cultura il ruolo che ha avuto il DNA nella biologia razziale (etnocentrismo, etnonazionalismo, etnarchie, ecc.): in luogo di una tirannia dei geni avremmo una tirannia di tratti culturali.

Epigenetica e interculturalità disgregano ogni velleità essenzialità e monodeterministica. Il libero arbitrio umano è il frutto di un vasto numero di determinismi divergenti e conflittuali.

Nel giro di pochi mesi il cucciolo di un animale è diventato quel che sarà per il resto della sua vita e come sono stati i suoi antenati per migliaia di anni. L’umanità si distingue perché trascende la natura e ogni condizione permanente.

La dignità intrinseca deriva dall’indeterminatezza dell’uomo: nessuno può prevedere con certezza chi sarò tra 10–20 anni. L’umanità e ogni singolo umano, facendo esperienza, accede a livelli di consapevolezza, sfere di coscienza preclusi agli altri animali.

Le vite umane sono limitate, come i nostri corpi, ma la nostra creatività non ha confini.

Gli esseri umani non sono fisicamente e mentalmente uniformi; sono l’esatto contrario.

Questa variabilità è il motore della nostra evoluzione.

L’umanità può trasformare la natura per mezzo della cultura ma può anche, almeno in una certa misura, lasciarsi alle spalle le proprie nature senza per questo diventare altro rispetto alla natura. La cultura non è una fuga dalla natura, essendone una delle sue multiformi espressioni.

È errato affermare che gli umani non hanno più una storia naturale. La nostra è una storia artificiale, auto-creata, ma è pienamente inserita nelle dinamiche dell’evoluzione della vita e della coscienza nell’universo.

L’intelligenza umana non si è probabilmente “evoluta” in misura apprezzabile negli ultimi 40–50mila anni. Ciò che si è “evoluto” (come un airone che spiega le ali) è la coscienza umana e, con essa, la cultura, che è tutto ciò che gli esseri umani hanno inventato di materiale e di immateriale a partire dai primi utensili in pietra risalenti ad almeno 3 milioni di anni fa.

La cultura è un universale umano, ma nessuna cultura è identica alle altre, allo stesso modo in cui non ci sono due individui identici (neppure i gemelli omozigoti cresciuti nel medesimo ambiente lo sono). Perciò è inesatto parlare di natura umana e cultura umana al singolare. Il plurale è la premessa ineludibile.

Da Londra a New York in automobile o in treno: il progetto russo per collegare due continenti

BIOLOGIA: ogni organismo è un prodotto squisitamente unico dell’interazione tra geni e ambiente in ogni stadio della vita (Steven Rose, Leon J. Kamin, Richard C. Lewontin, “Not in Our Genes”)

RAZZA: probabilmente la suddivisione migliore è quella in cui ogni individuo forma un gruppo per con suo, cioè ogni individuo è una razza distinta (Guido Barbujani, “L’invenzione delle razze”).

CERVELLO: Non esistono due cervelli identici. Non lo sono nemmeno quelli di gemelli identici… questa variabilità rende ogni cervello significativamente unico (Gerald M. Edelman, “Bright Air, Brilliant Fire: On the Matter of the Mind”).

LINGUISTICA: Parole e frasi … hanno una storia irrintracciabile [che] differisce per ciascun individuo (Israel Rosenfield, “The Strange, Familiar, and Forgotten: An Anatomy of Consciousness”).

SIMBOLI: mentre ogni altro organismo a noi noto vive nel mondo come questo gli viene presentato dalla Natura, gli esseri umani vivono in un mondo che convertono consapevolmente in simboli e ri-creano nella propria mente (Ian Tattersall, “Monkey in the Mirror”).

COSCIENZA: Una coscienza immersa nella realtà non può che essere soggettiva. Solo la misura più ampia possibile di trascendenza — grazie all’empatia, un parziale distacco da me stesso — conferisce obiettività alle mie osservazioni. Una coscienza in espansione è più obiettiva di una coscienza costretta. Più ampia sarà la conoscenza, più intensa sarà la coscienza, più robusto il libero arbitrio, più consapevoli le nostre decisioni, più morale la nostra condotta. L’ignoranza, al contrario, è come un’amputazione, uno svuotamento di vitalità consapevole (non-meccanica).

Nuova Via della Seta

EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA: Esistono livelli di coscienza variabili nella stessa persona in vari momenti della giornata e dell’anno e in diverse fasi della vita. Un bambino non ha lo stesso livello di coscienza di un ragazzo ed un adolescente non lo condivide con gli adulti. L’ontogenesi (bimbo > adolescente > adulto), ricapitola la filogenesi (homo habilis > homo erectus > homo heidelbergensis > homo sapiens) e il processo di civilizzazione (tribale > rurale > urbano > globale/digitale). Idealmente, l’evoluzione della coscienza si è manifestata come un’amplificazione della mente umana (o della consapevolezza degli altri animali) nel senso di una maggiore estensione, maggiore profondità, maggiore auto-riflessività, grazie all’alfabetizzazione, alla scolarizzazione, alla circolazione dell’informazione. Chi ha compilato buona parte dell’Antico Testamento non aveva una coscienza interamente moderna. Il suo cervello era anatomicamente moderno ma non lo era la sua coscienza. Il Nuovo Testamento ci sembra molto più moderno.

INVOLUZIONE DELLA COSCIENZA –> FALLIMENTO PREDITTIVO:

Quasi nessuno a Thalburg afferrò in quei giorni quel che stava accadendo; mancò la comprensione vera di quello a cui la città sarebbe andata incontro quando Hitler avesse conquistato il potere; mancò la capacità di capire realmente quel che fosse il nazismo (William Sheridan Allen, “Come si diventa nazisti”)
La vita umana perpetua il tratto caratteristico dell’infanzia: l’apprendimento, l’educazione permanente
L’essere umano si riprogramma, sperimenta con e su se stesso.
Uno scimpanzé è uno scimpanzé, non è un essere umano malriuscito, incompleto o primitivo.
Tutti gli animali hanno un passato evolutivo, solo gli esseri umani sono immersi nella storia, che è il risultato delle loro opere.
I singoli individui sono esseri molto più misteriosi, sospinti da motivazioni più complesse di quanto siano disposti ad ammettere gli psicologi evoluzionisti (Ian Tattersall, “Il cammino dell’uomo”).
Tutti i sistemi viventi, compresi gli esseri umani, sono sistemi aperti. Pertanto la legge dell’entropia non si applica a un sistema vivente.

L’umanità si trasforma in un Grande Cervello Planetario

ANTROPOCENE
Una nuova epoca caratterizzata da una significativa componente umana (noosfera = sfera di coscienza umana) nell’evoluzione della vita sulla Terra.

EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA NELL’ANTROPOCENE
Da decine di migliaia di tribù a un paio di centinaia di stati nazionali confederati nelle Nazioni Unite a una federazione globale di stati sovrani. Unione nella differenza: l’evoluzione umana tende a convergere, ascendendo, verso forma di organizzazione sempre più complesse in cui ciascuna parte non smarrisce la sua identità nella nuova struttura che la incorpora ma riscopre la sua essenza contribuendo a un qualcosa che la trascende (come gli atomi in una cellula e le cellule in un organismo e le persone in una civiltà e le civiltà in un pianeta).

LA COSCIENZA POLITICA NELL’ANTROPOCENE
Il motto del futuro umano sarà “tutti per uno e uno per tutti”, le risorse del pianeta saranno considerate “beni comuni” del genere umano e utilizzate in maniera realmente sostenibile, nell’interesse generale. Si porrà in atto un disarmo globale e qualunque ipotesi di stato mondiale omologatore e livellatore sarà rigettata categoricamente: il mondo è un sistema organico e nessun organismo funziona se ogni sua parte fa la stessa cosa. Autogoverno, democrazia partecipativa, consigli di saggi a supporto dei decisori, sussidiarietà, fusione fredda e congiunzione di tipo sinaptico dell’intero pianeta (Internet Satellite Network, nuovi aerei di linea supersonici e hyperloop).

1-jYe0wTp2kxj8LH5iOLMjwQ
Gli eventuali aggiornamenti al testo saranno pubblicati su Medium, a questo indirizzo:

About stefano fait

Social forecaster/horizon scanner, entrepreneur, Arts and Culture reporter for "Trentino" & "Alto Adige", social media & community manager, professional translator, editor-in-chief of futurables.com, peer reviewer and contributor for Routledge, Palgrave Macmillan, University of British Columbia Press, IGI Global, Infobase Publishing, M.E. Sharpe, Congressional Quarterly Press, Greenwood Press. Laurea in Political Science – University of Bologna (2000). Ph.D. in Social Anthropology – University of St. Andrews (2004). Co-author of “Contro i miti etnici. Alla ricerca di un Alto Adige diverso” (2010)

Leave a Reply - Cosa ne pensa?

%d bloggers like this: