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Roberto Poli intervistato da Repubblica

Roberto Poli intervistato da Repubblica

SI PUÒ PREVEDERE TUTTO tranne il futuro, direbbe Oscar Wilde. Ma la futurologia è una scienza, la Scienza dell’Anticipazione, e non c’entrano sfere di cristallo e rughe nella mano. In fondo, è una scienza che conosciamo tutti, quotidiana: non usciremmo di casa la mattina se non avessimo un’idea di quel che può accaderci, nel bene e nel male, nel corso della giornata.

Le cose si complicano, ovviamente, quando è un’intera società che vuol capire cosa sarà di lei fra qualche decennio.

«E io ovviamente non posso dire cosa accadrà il 9 agosto del 2035», mette le mani avanti (cioè fa il suo mestiere) il professor Roberto Poli, docente di Sistemi Anticipanti a Trento, la città dove si svolgerà a novembre (questa è una previsione ragionevolmente certa) la prima conferenza mondiale sull’Anticipazione, con il patrocinio dell’Unesco, già trecento paper presentati. «Ma posso costruire scenari che, quel giorno, non ci trovino disarmati».
PROSEGUE SUL SITO DELLA REPUBBLICA

About stefano fait

Social forecaster/horizon scanner, entrepreneur, Arts and Culture reporter for "Trentino" & "Alto Adige", social media & community manager, professional translator, editor-in-chief of futurables.com, peer reviewer and contributor for Routledge, Palgrave Macmillan, University of British Columbia Press, IGI Global, Infobase Publishing, M.E. Sharpe, Congressional Quarterly Press, Greenwood Press. Laurea in Political Science – University of Bologna (2000). Ph.D. in Social Anthropology – University of St. Andrews (2004). Co-author of “Contro i miti etnici. Alla ricerca di un Alto Adige diverso” (2010)

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