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Mutamento climatico improvviso – lo scenario “Ötzi”

Mutamento climatico improvviso – lo scenario “Ötzi”

Hauslabjoch

Uno degli esempi più notevoli è stato un improvviso evento freddo ed umido che si è verificato circa 5.200 anni fa e che ha lasciato il segno in molte rilevazioni paleoclimatiche di tutto il mondo. La più famosa prova di questo brusco cambiamento viene da Ötzi, “l’uomo di ghiaccio tirolese”, il cui corpo straordinariamente conservato è stato scoperto nelle Alpi Orientali nel 1991, dopo essere stato esposto dalla fusione del ghiacciaio. Prove forensi suggeriscono che Ötzi sia stato colpito alla schiena con una freccia, sia sfuggito ai suoi nemici, poi si sia seduto dietro un masso e sia morto dissanguato. Sappiamo che a pochi giorni dalla sua morte ci dev’essere stato un evento climatico abbastanza grande da seppellirlo nella neve; in caso contrario il suo corpo si sarebbe decomposto o sarebbe stato mangiato dagli “animali spazzini”. La datazione al radiocarbonio dei resti di Ötzi ha rivelato che morì circa 5.200 anni fa. L’evento che ha conservato Ötzi avrebbe potuto essere locale, ma altre prove indicano un evento globale di brusco raffreddamento. In tutto il mondo materiale organico viene alla luce per la prima volta in 5200 anni, man mano che i ghiacciai si ritirano.

Lonnie G. Thompson, Climate Change: The Evidence and Our Options, 2012

I sedimenti oceanici e lacustri provenienti dalla California, dal Venezuela e dall’Antartide hanno confermato che questi cambiamenti climatici improvvisi hanno influenzato non solo la Groenlandia, ma il mondo intero. Nel corso degli ultimi 110 mila anni, ci sono stati almeno 20 cambiamenti climatici improvvisi. Il solo periodo di clima stabile nel corso degli ultimi 110 mila anni è stato l’Olocene, gli 11.000 anni di clima moderno. Lo stato “normale” del clima per la Terra è quello di una serie di balzi improvvisi ed estremi – come un interruttore della luce che si accende e si spegne…L’evidenza empirica mostra che il brusco cambiamento climatico improvviso non è solo possibile – è una condizione naturale. L’attuale clima caldo e stabile è una rara anomalia.

Jeffrey Master, co-fondatore di The Weather Underground, The Science of Abrupt Climate Change: Should we be worried?

Il tutto sarebbe accaduto repentinamente per chi si fosse trovato a vivere in quell’epoca. E’ l’equivalente di prendere la Gran Bretagna e spostarla nell’Artico nel giro di pochi mesi.

William Patterson

La produttività biologica del lago esaminato in Irlanda si è azzerata nel giro di pochi mesi, forse un anno. Tale calo nella produttività  è inequivocabilmente legato ad una caduta verticale della temperatura dell’aria. Altri studiosi, interrogati sui risultati di questa ricerca, si dicono convinti che i dati possano rivelarsi coerenti e corretti. Infatti, gli ultimi carotaggi effettuati in Groenlandia indicavano una transizione tra 1 e 3 anni. Quindi apparentemente vi è coerenza con i dati irlandesi.

Claudio Gravina, Climatemonitor

La causa o le cause dell’oscillazione di Piora sono ancora argomento di dibattito. Un carotaggio groenlandese (GISP2) rileva un picco di solfati e metano intorno al 3250 a.C., suggerendo un evento insolito – un’eruzione vulcanica o l’impatto di un meteorite o asteroide. Altri studiosi associano quest’oscillazione ad occorrenze analoghe, come l’evento 8.2 kiloyear, che ricorrono nella storia del clima, come parte di un più ampio ciclo climatico di 1500 anni.

Piora Oscillation, wikipedia

Nell’emisfero settentrionale, ora ci troviamo in una fase di raffreddamento. […]. I ghiacciai alpini torneranno, perché l’emisfero settentrionale è ancora in modalità glaciale. La linea [delle nevi perenni ]… al tempo di Annibale era almeno 300-350 metri più in alto rispetto ad oggi. La temperatura media era di un grado e mezzo superiore a quella del 2005. Geologicamente, non c’è nulla di nuovo in quel che sta accadendo. […]. Il mutamento climatico è principalmente il prodotto dell’attività solare. Anche i movimenti tettonici, il differimento delle stagioni nell’emisfero settentrionale e i vulcani possono giocare un ruolo significativo.

Christian Schlüchter, professore emerito di geologia e paleoclimatologia all’Università di Berna, 7 giugno 2014

oji4b7I paleoclimatologi hanno riscontrato ripetuti eventi di grandi e repentini cambiamenti climatici negli ultimi 100.000 anni, all’ingresso e uscita delle glaciazioni, con riscaldamenti fino a 16°C nel giro di un decennio. Il Dryas recente ha registrato una brusca transizione ad un clima più temperato con una salita della temperatura di 8°C in una decade. Brusche ed enormi variazioni naturali che annichiliscono anche i peggiori scenari dell’IPCC.

La ricorrenza di tali eventi ha portato ad ipotizzare l’esistenza di cicli climatici, chiamati Dansgaard–Oeschger (bruschi riscaldamenti durante le glaciazioni) ed eventi di Bond (bruschi raffreddamenti durante gli interglaciali), con una frequenza di circa 1500 anni.

alleyL’ultimo evento Bond si è avuto intorno al 533-541 d.C., ha inaugurato il Medio Evo ed è probabilmente legato ad uno o più impatti cosmici che sollecitarono una sostenuta attività vulcanica (Dallas Abbott, Lamont-Doherty Earth Observatory, Did a conflagration of comets contribute Dust to the Earth and cause Climate Downturns between 532 and 542 A.D.?)

Questi cambiamenti hanno avuto un impatto significativo ad ogni livello (terrestre, marino, sulla composizione e temperatura dell’atmosfera). Finora, però, la ricerca scientifica relativa agli impatti ecologici ed economici dei bruschi cambiamento climatici è stata cospicua per la sua assenza. In genere prevale un approccio gradualista.

Air+Temp+SfcData l’evidenza empirica delle precedenti transizioni repentine e la loro straordinaria capacità di incidere sulle società umane, dovrebbe essere evidente che una certa attenzione andrebbe focalizzata su questa problematica, specialmente alla luce di una serie di indicatori (aumento del vulcanismo * Una bomba innescata sul clima europeo: il vulcano Bardarbunga * grande minimo solare in avvicinamento * temperature globali stabilizzate *GHIACCI: incredibile performance in Antartide, non male l’Artide *Alpes: un répit pour le retrait des glaciers en 2013 * Die ersten Gletscher wachsen wieder * Folle estate, i ghiacciai non si ritirano * Alpi Marittime. Il ghiacciaio del Pagarì, storico indicatore climatico, verso una lenta ripresa * Come stanno i nostri Ghiacciai? *estati accorciate in Scandinavia e Nord America* la più fredda estate artica in quasi un decennio v. sopra) che suggeriscono che qualcosa di anomalo si sta già verificando (per confrontare lo stato dei ghiacci nelle varie annate: National Snow & Ice Data Center; Centre for Ocean and Ice  –  Danish Meteorological Institute).

Tutte le indicazioni empiriche dimostrano che un mondo glaciale soffre di condizioni meteorologiche peggiori del clima del presente interglaciale caldo in cui abbiamo avuto la fortuna di vivere. Caldo è bello (Cooling caused wars and drought in China – study, Reuters, 14 luglio 2010).

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I carotaggi groenlandesi e antartici mostrano anche che il mondo si sta raffreddando progressivamente dalla fine dell’era glaciale, circa 10mila anni fa. È importante notare le incredibili oscillazioni di temperatura di oltre 15 gradi durante le glaciazioni – un evento inconcepibile durante un interglaciale.

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Lo scenario Ötzi

Ötzi risale ad un periodo compreso tra il 3300 e il 3100 a.C., ossia nel cuore del cosiddetto “optimum climatico” post-glaciale, che terminò proprio in quel periodo, con l’oscillazione freddo-umida denominata Piora I che avviò la “neoglaciazione”(Baroni & Orombelli, The Alpine ”Iceman” and Holocene Climatic Change, Quaternary Reasearch, 1996; Magny & Haas, A major widespread climatic change around 5300 cal. yr BP at the time of the Alpine Iceman, J. Quat. Sci., 2004).

2010_03_07-Oetzi-experimentQuando il nostro antenato era in vita, i ghiacciai non scendevano sotto i 3600-3700 metri s.l.m. e i pascoli arrivavano fino a 3200 metri. Ötzi è stato trovato a 3213 m s.l.m. Ergo, l’ “Uomo venuto dal ghiaccio” non veniva dal ghiaccio. Fu assassinato, forse durante una tormenta – uno sciamano punito dalla sua tribù per non aver saputo interpretare i segni dei cieli? – e il suo corpo fu sepolto da nevicate incessanti che non arrivarono a sciogliersi l’estate successiva e si trasformarono in quei ghiacciai che lo hanno conservato fino ai nostri giorni, come i mammut surgelati istantaneamente con le primule negli stomaci non ancora corrose dagli acidi gastrici e i mastodonti nordamericani che avevano approfittato di una fase di riscaldamento per migrare verso nord, ma furono sterminati da un improvviso raffreddamento (Dale Guthrie, Frozen Fauna of the Mammoth Steppe, University of chicago Press, 1990; Zazula et al. American mastodon extirpation in the Arctic and Subarctic predates human colonization and terminal Pleistocene climate change, PNAS, ). Stiamo parlando di una transizione climatica a dir poco repentina: da un anno all’altro!

Ricercatori dell’università di Berna, sotto la guida del professore emerito di geologia e paleoclimatologia Christian Schlüchter, hanno scoperto degli enormi tronchi di alberi morti all’improvviso, nel giro di un solo anno, circa 8195 anni fa (in perfetta corrispondenza con il famigerato raffreddamento improvviso post-glaciale denominato “8.2 kiloyear event”).

Tutto questo conferma quel che già si sapeva: la transizione da una fase di glaciazione a una fase di deglaciazione e vice versa può richiedere un periodo ridottissimo, di pochi mesi o pochi anni (Quanto tempo ci vuole per passare ad una fase glaciale?).

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Come ciò avvenga è tema particolarmente spinoso.

Ci sono varie ipotesi: (a) la deviazione di una Corrente del Golfo indebolita (Il rallentamento della Corrente del Golfo e il rischio di una nuova glaciazione, la Stampa, 25 febbraio 2014; Water cycle amplifies abrupt climate change, Science Daily, 19 gennaio 2014); (b) vulcanismo intensificato dall’ingresso in una fase di minimo solare (Rapporto tra minimo solare ed eruzioni vulcaniche); (c) impatti cosmici o passaggi radenti di asteroidi (L’inizio della civiltà umana fu preceduto da un impatto cosmico; Luigi Piccardi, Bruce Masse, Myth and Geology, Geological Society of London Special Publication, 2007; Nuova ipotesi: Ötzi ucciso da un asteroide, Alto Adige, 13 ottobre 2011; Ancient Crash, Epic Wave, NYT, 14 novembre 2006).

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About stefano fait

Social forecaster/horizon scanner, entrepreneur, Arts and Culture reporter for "Trentino" & "Alto Adige", social media & community manager, professional translator, editor-in-chief of futurables.com, peer reviewer and contributor for Routledge, Palgrave Macmillan, University of British Columbia Press, IGI Global, Infobase Publishing, M.E. Sharpe, Congressional Quarterly Press, Greenwood Press. Laurea in Political Science – University of Bologna (2000). Ph.D. in Social Anthropology – University of St. Andrews (2004). Co-author of “Contro i miti etnici. Alla ricerca di un Alto Adige diverso” (2010)
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