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Un virus anti-razzista – Natale con i tuoi, Pasqua con Ebola

Un virus anti-razzista – Natale con i tuoi, Pasqua con Ebola

Sta andando tutto troppo a rilento; penso manchi la percezione che si tratta di un’emergenza assoluta e di una catastrofe.

Peter Piot, scopritore del virus Ebola, 11 settembre 2014

La finestra d’intervento si è chiusa, ora è troppo tardi. Sierra Leone e Liberia sono spacciate. È meglio concentrarsi su Nigeria e Senegal.

Jonas Schmidt-Chanasit (Istituto Bernhard-Nocht per la medicina tropicale di Amburgo), Sierra Leone und Liberia drohen an Ebola zu zerbrechen, Deutsche Welle

Come accade per qualsiasi altro volo, su quelle persone non sono stati fatti controlli di nessun genere, tranne quello del bagaglio a mano ai varchi di sicurezza e del passaporto per chi, come me, aveva una coincidenza per un’altra città europea. Il che non avrebbe nulla di sconcertante, né sarebbe una notizia, se non fosse che il 1247 è il volo diretto Monrovia-Bruxelles, che la maggior parte di quei passeggeri erano liberiani in fuga dal loro Paese devastato dall’epidemia di Ebola. E che il volo, per la cronaca, è lo stesso sul quale, il 19 settembre scorso, aveva viaggiato Thomas Eric Duncan, il cittadino liberiano che aveva già contratto il virus a Monrovia e che poi ha proseguito per il Texas, dove ora è ricoverato in gravi condizioni in un ospedale di Dallas. La seconda notizia è che nemmeno all’aeroporto di Malpensa, alle otto e un quarto del mattino del 30 settembre, è accaduto qualcosa di diverso dal solito…Tutto quanto sopra è quello che il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, la scorsa settimana, ha definito un «sistema di allerta e controlli tra i primi al mondo, come ha riconosciuto anche l’Oms». Aggiungendo anche, per tranquillizzarci, che «sono attive già da mesi ispezioni alle navi merci che provengono da Paesi infetti e controlli negli aeroporti». Se questo è un sistema fra i primi al mondo, allora la Liberia ha qualcosa da insegnarci.

Sergio Ramazzotti, E se sull’aereo sale l’Ebola? Vanity Fair, 8 ottobre 2014

Siamo lontani ancora parecchi anni da un vaccino efficace contro Ebola.

Priya Sampathkumar, consulente per le malattie infettive alla Mayo Clinic di Rochester

Dopo sei mesi della peggiore epidemia di Ebola nella storia, il mondo sta perdendo la battaglia per arginarla. I leader mondiali stanno fallendo nell’affrontare questa minaccia transnazionale. L’annuncio dell’OMS dell’8 agosto, che definiva l’epidemia ‘un’emergenza di salute pubblica di interesse internazionale’, non ha portato a un’azione decisiva: gli stati si sono sostanzialmente uniti in una coalizione dell’inazione. Dichiarare la disponibilità di fondi e inviare qualche esperto non basta. Gli stati con le capacità adeguate hanno la responsabilità politica e umanitaria di farsi avanti e offrire una risposta concreta e disperatamente necessaria al disastro che si sta sviluppando sotto gli occhi di tutto il mondo. Invece di limitare la loro attenzione al potenziale arrivo di un paziente infetto nei loro paesi, dovrebbero cogliere l’opportunità unica di salvare vite umane dove è immediatamente necessario, ovvero in Africa occidentale”. 

Joanne Liu, presidente internazionale di Medici senza Frontiere, 2 settembre 2014

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La situazione è molto peggiore di quanto preventivato da una precedente stima di progressione statistica della diffusione del morbo (v. sotto) e ora si prevedono 10mila casi entro fine mese (Disease modelers project a rapidly rising toll from Ebola, Science, 31 agosto 2014), ossia più del doppio di quanto previsto.

Si calcola che, entro metà gennaio, ci potrebbero essere fino a 1 milione e 400mila casi solo in Liberia e Sierra Leone, se non si riuscirà ad arrestare l’epidemia.

Poco meno di 300 operatori sanitari hanno contratto il virus, nonostante le misure di protezione. Questo conferma la trasmissibilità per aerosol (goccioline che rimangono contagiose per una-due ore), peraltro ribadita dai maggiori centri di ricerca epidemiologica (es. Health workers need optimal respiratory protection for Ebola – Center for infectious Disease Research and Policy, University of Minnesota; in PDF), oltre alle linee guida del Ministero della Sanità del Canada.

In ambienti più freddi la sua resistenza aumenta (Piercy T.J. et al. The survival of filoviruses in liquids, on solid substrates and in a dynamic aerosol, Journal of applied microbiology 109.5 (2010): 1531-1539).

Questo significa che, se il mondo non si mobiliterà per bloccare l’epidemia in Africa – cosa che NON sta facendo –, la prossima estate la gente morirà di Ebola in Italia.

Mar, 2014 – Infetti: 104 Decessi: 62
Apr, 2014 – Infetti: 194 Decessi: 116
Mag, 2014 – Infetti: 360 Decessi: 216
Giu, 2014 – Infetti: 670 Decessi: 402
Lug, 2014 – Infetti: 1.247 Decessi: 748
Ago, 2014 – Infetti: 2.319 Decessi: 1.391 (in realtà a fine mese era stata superata la soglia 3000/1500, e dopo 4 giorni erano già diventati 3500/1900)
Set, 2014 – Infetti: 4.313 Decessi: 2.588
Ott, 2014 – Infetti: 8.022 Decessi: 4.813 (al 1 ottobre: 7.492 contagiati / 3.439 morti – sottostimati per l’OMS e MSF; Ebola è “in anticipo” di quasi 1 mese)
Nov, 2014 – Infetti: 14.921 Decessi: 8.953
Dic, 2014 – Infetti: 27.753 Decessi: 16.652
Gen, 2015 – Infetti: 51.621 Decessi: 30.973
Feb, 2015 – Infetti: 96.016 Decessi: 57.610
Mar, 2015 – Infetti: 178.590 Decessi: 107.154
Apr, 2015 – Infetti: 332.177 Decessi: 199.306
Mag, 2015 – Infetti: 617.849 Decessi: 370.709
Giu, 2015 – Infetti: 1.149.199 Decessi: 689.519
Lug, 2015 – Infetti: 2.137.510 Decessi: 1.282.506
Ago, 2015 – Infetti: 3.975.768 Decessi: 2.385.461
Set, 2015 – Infetti: 7.394.928 Decessi: 4.436.957
Ott, 2015 – Infetti: 13.754.567 Decessi: 8.252.740
Nov, 2015 – Infetti: 25.583.494 Decessi: 15.350.096
Dic, 2015 – Infetti: 47.585.299 Decessi: 28.551.179
Gen, 2016 – Infetti: 88.508.656 Decessi: 53.105.193
Feb, 2016 – Infetti: 164.626.099 Decessi: 98.775.660
Mar, 2016 – Infetti: 306.204.545 Decessi: 183.722.727
Apr, 2016 – Infetti: 569.540.453 Decessi: 341.724.272
Mag, 2016 – Infetti: 1.059.345.243 Decessi: 635.607.146
Giu, 2016 – Infetti: 1.970.382.153 Decessi: 1.182.229.292
Lug, 2016 – Infetti: 3.664.910.804 Decessi: 2.198.946.482
Ago, 2016 – Infetti: 6.816.734.096 Decessi: 4.090.040.457

Qui ci sono le proiezioni aggiornate (MOBS-LAB):
Assessing the international spreading risk associated with the 2014 West African Ebola outbreak

Columbia Prediction of Infectious Diseases – Ebola

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Una colpevole sottovalutazione del rischio

Negli ultimi 2 anni non sono più stati pubblicati articoli scientifici su Ebola, come se questo virus non fosse più un problema.

L’OMS ha atteso 6 mesi prima di attivarsi, minimizzando le proteste di Medici senza Frontiere, mentre nei contagi di Ebola precedenti non aveva perso tempo.

Ogni nuovo malato è un’occasione che può rendere Ebola più resiliente ed efficiente.

Inoltre, una nazione moderna in preda al panico semplicemente smette di funzionare: tutto quel che eravamo abituati a dare per scontato non lo è più.

Chi si prende cura dei malati se il personale medico-infermieristico si ammala, muore o si volatilizza?

Chi ci libera dei rifiuti se i netturbini hanno paura di contaminarsi?

Chi garantirà l’erogazione di gas ed elettricità?

Chi estrae il petrolio e chi lo trasporta?

Credere che i paesi “civili” saprebbero gestire un’emergenza come questa è una puerile, pericolosa illusione.

È sempre facile, da una distanza di “sicurezza”, condannare le superstizioni e consuetudini africane, ma quanti di noi saprebbero reagire razionalmente se fosse il proprio figlio o partner a mostrare i sintomi di Ebola? Non ci ripeteremmo fino all’ultimo che non è per forza il virus? E chi potrebbe consegnare a cuor leggero un proprio caro a strutture che lo isoleranno e ci impediranno di porgere un estremo saluto? E se non lo/la portate e vi muore in casa in un contesto di alta mortalità diffusa? E se fossimo noi a mostrare dei sintomi? Ci recheremmo subito in un luogo in cui è assai probabile contrarlo, pur non avendo la certezza assoluta di averlo? In un luogo in cui non potremo più vedere le persone che amiamo, neppure negli ultimi istanti di vita (se facciamo parte del 60-80% che non ce la fa – dato statistico ricavato da “International Response to West Africa Ebola Epidemic Dangerously Inadequate”, Medici senza Frontiere, 15 agosto 2014)? Chi agirà razionalmente se non sa chi si prenderà cura della propria famiglia?

Gli africani sono esseri umani, come noi. Anche da noi alcuni si rivolgerebbero a dei guaritori, o cercherebbero di fuggire lontano, infettando altre persone, o perderebbero la testa. La realtà è che la maggior parte degli esseri umani, messi di fronte alla morte, alla malattia, alla sofferenza, ai disordini sociali e alla fame scappa e pensa alla propria sopravvivenza.

Ora, io mi domando, perché le celebrità non si buttano addosso secchi di acqua ghiacciata per combattere Ebola?

L’OMS ha stimato che servono 600 milioni di dollari per contrastare l’epidemia di Ebola, ma finora i leader occidentali sembrano molto poco interessati a quest’emergenza, come se non potesse riguardare anche loro, personalmente. Perché la NATO spende per mettere un piede in Ucraina molto più di quel che servirebbe per combattere Ebola in Africa?

Perché la gente non si mobilita sulle reti sociali per raccogliere fondi per Medici senza Frontiere?

http://www.medicisenzafrontiere.it/sostienici/donazioni/tutti-i-modi-per-sostenere

 ebola-aumeto-contagi-personale-medicoUn’équipe internazionale di studiosi ha scoperto oltre 340 mutazioni (complessivamente 400 in pochi mesi) che distinguono il ceppo di Ebola che infesta l’Africa occidentale da quelli precedenti. 6 dei ricercatori che hanno fatto parte di questo team sono morti di Ebola (Ebola’s heavy toll on study authors, Science, 28 agosto 2014; il sesto è morto dopo la pubblicazione di quell’articolo). Il medico americano Rick Sacra, infettato e ora ricoverato nel Nebraska, non si occupava di pazienti malati di Ebola, ma di ostetricia. Nessuno sa spiegare come abbia contratto il virus (Doctors: Mass. Ebola patient makes ‘some progress) ciò nonostante, è stato rimpatriato: l’ennesima opportunità per Ebola di uscire dall’Africa prima di Natale.

Ebola non si trasmette solo coi fluidi (come l’HIV/AIDS), altrimenti 150 medici e infermieri, alcuni dei quali erano specializzati nel trattamento del virus, non sarebbero morti. Si comporta come la meningite, ossia passa dai malati ai sani con l’aerosol (gocciole di saliva, sudore e sangue vaporizzate: tosse, starnuto). Il personale di Medici senza Frontiere lo riconosce implicitamente, dal momento che impiega misure di protezione da livello 4, non 2 o 3 come sarebbe richiesto dall’HIV.

La rapidità dell’evoluzione del virus ci ricorda che per decenni le maggiori potenze hanno attuato vasti programmi di sperimentazione sugli agenti patogeni fini bellici, per poterli rendere più efficaci/efficienti o per salvarli dall’estinzione, come nel caso del vaiolo (Quando i virus sono peggio dei missili – Intervista con Ken Alibek; Controversial American scientist Yoshihiro Kawaoka criticised over safety levels of research into pandemic H1N1 flu virus, The Independent, 2 luglio 2014)

Gli altri ceppi di Ebola non mutavano a questa velocità e la sua inedita capacità di diffondersi incentiva questa sua letale caratteristica, trasformandolo in una minaccia pandemica.

 ebola-300x225Tutti i popoli di questo pianeta sono fortemente interdipendenti: se affondano gli uni, affondano anche gli altri.

L’atteggiamento sottovalutatore, arrogante e francamente razzista di chi lo considera un problema esclusivamente africano, una sorta di punizione “divina” per il sottosviluppo e l’ignoranza dei neri, è totalmente fuori luogo e denota la classica inclinazione a proiettare sugli altri i dubbi che uno nutre nei propri riguardi. Molti bianchi, intimamente, temono che qualcosa di orribile sia in serbo (anche) per loro, sentono che un virus se ne frega del colore della pelle, del valore della propria abitazione e della posizione geografica: le esternazioni razziste sono solo il sintomo di questa paura inconscia e negata.

Si aggrappano alla speranza (piuttosto vana) di un vaccino miracolosamente risolutivo (Ebola, dai laboratori di Pomezia parla il padre del vaccino: «Sarà distribuito molto presto») anche se, tenuto conto del tasso di mutazione, è assai improbabile che un qualunque laboratorio abbia in mano una qualche soluzione (Ebola becoming harder to treat)

Al momento attuale non c’è alcuna indicazione che qualcuno sia guarito grazie alla somministrazione di un farmaco anti-Ebola.

10599525_284564471741541_5738380361485352113_nÈ solo una questione di tempo prima che il virus esca dal continente, specialmente con tutti questi rimpatri di malati e congedati come negativi a dei test che non possono tenere il passo delle mutazioni. Nel migliore dei casi si pensa che ci vorranno sei mesi per contenere l’epidemia. 6 mesi sono già troppi ed è terribile che questa amara verità sia occultata (You Are Not Nearly Scared Enough About Ebola di Laurie Garrett, Pulitzer per la divulgazione scientifica, accusata dal Washington Post di “violenza retorica”).

Volete un po’ di violenza retorica anche da parte mia?

O lo si controlla alla fonte, o Ebola sarà la Peste del ventunesimo secolo (Was Ebola Behind the Black Death? ABC News).

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About stefano fait

Social forecaster/horizon scanner, entrepreneur, Arts and Culture reporter for "Trentino" & "Alto Adige", social media & community manager, professional translator, editor-in-chief of futurables.com, peer reviewer and contributor for Routledge, Palgrave Macmillan, University of British Columbia Press, IGI Global, Infobase Publishing, M.E. Sharpe, Congressional Quarterly Press, Greenwood Press. Laurea in Political Science – University of Bologna (2000). Ph.D. in Social Anthropology – University of St. Andrews (2004). Co-author of “Contro i miti etnici. Alla ricerca di un Alto Adige diverso” (2010)

2 comments

  1. Il presidente superman ha detto che gli USA si mobilitano per l’emergenza mandando dei soldati. Mi giunge nuova che i soldati servano a debellare una catastrofe sanitaria.

    • I soldati possono servire ad occupare un territorio, ristabilire l’ordine, oppure importare un virus. Sono multitasking ;op

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