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Direzioni e domande condivise per il Futuro dei Beni Comuni delle Alpi
Future for the Alps?

Direzioni e domande condivise per il Futuro dei Beni Comuni delle Alpi

Sinergie tra conoscenze, nuove definizioni di risorse, nuovi montanari, oltre il campanilismo… queste le vie condivise verso un futuro desiderabile per le Alpi e le comunità alpine.

Alle gallerie di Piedicastello, il 30 e 31 maggio, sono intervenuti relatori di diverse realtà che si occupano di risorse alpine, provenienti da quasi tutto l’arco Alpino. I relatori insieme a rappresentanti delle Regole di Spinale e Manez, Magnifica Comunità di Fiemme, Regole d’Ampezzo, ed altri che vivono quotidianamente nei territori delle proprietà collettive, si sono confrontati sulle questioni più importanti per il futuro dei beni comuni alpini. Per la precisione i partecipanti hanno cercato di identificare le domande più “potenti”, quelle in grado di provocare riflessioni, fare emergere ipotesi nuove, quelle domande le cui risposte possono preparare la strada ai futuri desiderabili. Il principio ispiratore è stato: una buona domanda è già una mezza soluzione.

Stimolanti le presentazioni che hanno anticipato e stimolato i lavori di gruppo. Dopo un’introduzione di Nathan Deutsch (Fondazione Giovanni Angelini) sulle definizioni, per accordare i presenti su un vocabolario comune, Catie Burlando (Special Advisor to IUCN – CEESP) ha allargato subito gli orizzonti con la sua esperienza internazionale, nella Commissione per le Politiche Ambientali Economiche e Sociali dell’IUCN, dove la componente sociale della conservazione ambientale è riconosciuta aver sempre un maggior peso. Martina Tarantola e Beatrice Marelli (Università di Torino) hanno proposto di includere tra i beni comuni il benessere animale, poiché allevare non è semplicemente un operare ma una modalità d’essere e di porsi nei confronti del mondo. L’attitudine dell’allevatore (la relazione con l’animale da reddito) influisce perfino sulla qualità della produzione e costituisce un vero e proprio valore aggiunto. Federica Corrado (Politecnico di Torino) ha parlato dei nuovi abitanti della montagna alpina italiana, dove paesi si spopolano altri si ripopolano di nuovi cittadini, “montanari per scelta” e spesso innovatori, come documentato dal Video “Montanari 3.0” realizzato dall’Associazione Dislivelli di Torino. Rocco Scolozzi (Università di Trento, Universidade do Minho, Portogallo) ha portato l’esempio di una valutazione dei valori economici del paesaggio e dei servizi ecosistemici del Parco Naturale Adamello Brenta, seguito da Paola Gatto (Università di Padova) che ha illustrato una diversa attitudine dei gestori di proprietà forestali private o collettive.

Nella seconda giornata, il discorso è stato più esplicitamente orientato al futuro da una magistrale introduzione di Roberto Poli (Cattedra UNESCO sui Sistemi Anticipanti) sul tema dell’anticipazione, come nuova capacità sociale, importante quanto l’alfabetizzazione due secoli fa. Andrea Omizzolo (EURAC) ha presentato l’esperienza di un esercizio collettivo di futuro in val Passiria, Val d’Ultimo e in Valle di Seren, ai piedi del Massiccio del Grappa, realtà molto diverse ma tutte orientate a definire i propri desiderabili futuri. Caroline Pecher e Felipe Munoz (EURAC) hanno presentato WIKIAlps, un’enciclopedia online sugli studi nell’arco alpino. Marcella Morandini (Fondazione Dolomiti UNESCO) ha, infine, presentato le sfide per il futuro di un territorio riconosciuto patrimonio dell’umanità ma diviso tra quattro regioni e quattro lingue diverse.

Le discussioni, rese produttive ma anche divertenti dalla dinamica del World Café, hanno generato una serie di domante “potenti”, potenziali punto di partenza per un discorso più mirato e magari una progettazione di ricerca e azione sul territorio. Tra i temi prioritari è emerso condiviso quello della conoscenza, o meglio delle CONOSCENZE.

Come creare sinergie tra conoscenza locale e conoscenza scientifica per supportare meglio le decisioni?

Come educare i giovani alla montagna? Come costruire e alimentare una formazione continua intergenerazionale?

Subito dopo è il tema delle NUOVE RISORSE (o dei nuovi modi di definire le risorse naturali): i servizi ecosistemici.

Come possono le comunità (es. le Regole) diventare laboratori di nuovi modelli di gestione e valorizzazione dei servizi ecosistemici?

Dopo conoscenza e risorse, quasi a motivazione e conseguenza della sinergia delle prime due, il tema dell’ IDENTITÀ è stato considerato vitale, ma al pari della sua capacità di includere anziché escludere.

Come sviluppare un’identità di comunità che includa e non escluda, che apra e non chiuda? Come superare il campanilismo?

Già insita nelle prime domande è il tema, poi esplicitato, del rapporto con le nuove e FUTURE GENERAZIONI:

C’è un ruolo per i giovani nelle proprietà collettive oltre la formazione/informazione?

Come coinvolgere i giovani, quale spazio dare loro?

Come resuscitare la consapevolezza delle proprietà collettive/usi civici in una comunità che li abbia dimenticati?

Sono domande cui non si deve aver fretta di rispondere con ricette veloci, qui non si è cercato di rispondere, nonostante le notevoli compentenze riunite, nonostante la tentazione di semplificare ciò che implicano. Queste domande richiedono tempo di riflessione e partecipazione per essere approfondite, magari con altre “buone” domande, per poter allargare orizzonti e preparare un futuro per le Alpi e loro comunità.

Anche le relazioni tra persone si basano su “buone” domande, più che sulle risposte. Per la ricerca, le risposte sono la parte più effimera, il farsi “buone” domande è la parte più creativa e costruttiva. A tutti i partecipanti è rimasta la voglia di continuare farsi domande, potenti.

Ci si ritroverà con i concittadini delle Alpi sloveni, austriaci, francesi, e svizzeri al Forum Alpinum, a Darfo Boario Terme (BS), il 17-19 settembre 2014.

UN GRAZIE a tutti i partecipanti e ai collaboratori/trici in prima linea o nelle retrovie: Laura, Giulia, Marcela, Beatrice, Roberta, Catie, Nathan, Elisabetta, Alessandro (ultimo ma in primis!).

Hanno collaborato all’evento: Regole di Spinale e Manez, Fondazione Museo Storico del Trentino, Fondazione Dolomiti Unesco,  UNESCO Chair in Anticipatory Systems; con il patrocinio di: IUCN – Commission on Environmental, Economic and Social Policy, Swiss-Austrian Alliance CH-AT, CIPRA, Fondazione Giovanni Angelini, Dislivelli, Accademia della  Montagna del Trentino.

L’iniziativa rientra nel Progetto “Regole di Spinale e Manez: tra memoria e futuro. Memorie di comunità: dalla gestione collettiva ultracentenaria agli insegnamenti per il futuro”, co-finanziato della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.

About Rocco Scolozzi

Ecologo, dottorato in ingegneria ambientale, specializzato in valutazione ambientale e sistemi di supporto alle decisioni

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