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Una campagna elettorale aggressiva, confusa e banale

Una campagna elettorale aggressiva, confusa e banale

Mancano pochi giorni al voto per il rinnovo del Parlamento europeo e gli ultimi scampoli di campagna elettorale stanno diventando sempre più aggressivi in un’orgia di banalità e, talvolta, di autentiche stupidaggini sull’Unione europea. Che questa debba cambiare marcia se vuole riguadagnare la fiducia dei suoi cittadini è l’unico punto fermo sul quale tutti sembrano d’accordo; ma le forze politiche del nostro paese stanno brillando, tutte, nell’utilizzo della campagna elettorale per finalità di politica interna.

E così il Partito democratico punta a ottenere un largo consenso per blindare l’azione di governo e mettere al riparo la sua azione riformatrice, il Movimento 5 stelle aspira a diventare il primo partito per mandare tutti a casa e indire nuove elezioni, gli altri partiti sono impegnati a sopravvivere.

La complessità europea mal si adatta a slogan gridati, a invettive contro la protervia tedesca e l’ottusità dei burocrati di Bruxelles. Non si possono mescolare i problemi dell’euro con gli effetti della legge Fornero sulla riforma delle pensioni, tanto per citare alcune amenità. Si sarebbe dovuto, soprattutto da parte delle forze politiche europeiste, individuare per tempo alcune questioni cruciali per il futuro dell’Europa e su queste iniziare a informare i cittadini con largo anticipo e a dialogare con loro sugli impegni che i deputati eletti andranno ad assumere nel nuovo Parlamento.

Ancora una volta, nella situazione italiana, questo comportamento normale in un paese civile non ha avuto la possibilità di concretizzarsi. Impantanati nella melma della corruzione, dell’evasione fiscale e della malavita, in Italia non si riesce ancora a mettere in atto, nella sfera pubblica, comportamenti da persone rispettose delle leggi, delle istituzioni, della dignità dei cittadini. Mostrare i muscoli all’Europa serve a ridicolizzarci ancora di più nei confronti di quei paesi dove si fa buona politica e buon governo.

Anche il Trentino ha brillato per miopia e scarsa coscienza europeista. Da un paio di legislature siamo senza rappresentanza parlamentare a Strasburgo. Non ci si può certo consolare per il fatto che abbiamo un deputato sudtirolese. Dorfmann è persona seria, preparata, sempre disponibile all’ascolto e a dare eventualmente una mano, ma è pur sempre un deputato del Partito popolare europeo che ha avallato la linea del rigore, costi quel che costi, della Signora Merkel.

Ritengo grave che le forze politiche riformiste e di sinistra del Trentino, ancora una volta, abbiano preferito tutelare piccoli, piccolissimi interessi di bottega piuttosto che ragionare attorno ad una piattaforma comune, premessa per una candidatura competente, autorevole e condivisa da proporre agli elettori trentini e non solo. Con qualche probabilità di successo. Il programma della lista Tsipras, l’unico vero programma per un’altra Europa che io abbia visto, condivisibile o meno, poteva essere un punto di partenza per elaborare assieme una narrazione plausibile e chiara di come si vuole cambiare l’Europa.

Ancora una volta si è persa l’occasione per proporre e riaffermare una visione più aperta, più ‘europea’ della nostra autonomia, in grado di declinare a livello europeo le straordinarie intuizioni di De Gasperi e di Battisti. Non è la visione folkloristica che Panizza ha dell’autonomia e dell’Europa: il senatore eletto con i voti determinanti del PD, perennemente in campagna elettorale anche quando non ci sono elezioni, che gira per il Trentino invitando a votare Dorfmann perchè, lui sì, ci porterà soldi da Bruxelles. E’ una visione becera dell’Europa e anche sciocca perchè i soldi al Trentino vengono dai Fondi strutturali e dai progetti presentati e approvati nell’ambito di altre politiche europee, non certamente da un parlamentare il cui compito è quello di concorrere a fare le leggi europee.

Messaggi aggressivi, confusi e banali sono il menù che ci hanno propinato e continueranno a offrirci in questi giorni le forze politiche. I cittadini, già tartassati dalla crisi, si meritavano discorsi più seri e ragionati sull’Europa, su quanto essa ci ha dato negli ultimi decenni e su come dovrà cambiare per riconquistare e rafforzare la fiducia nelle sue istituzioni e nelle sue politiche.

Organizzazioni culturali, scientifiche, giovanili e della società civile, il Servizio Europa e Europe Direct della Provincia, gli spot intelligenti della RAI, hanno offerto e stanno offrendo un servizio pregevole di informazione corretta sull’Europa, su quanto ha fatto e su quanto dovrà fare. L’auspicio è che un gran numero di persone ne abbiano tratto beneficio e si rechino in massa a votare per quelle forze politiche che si impegneranno a renderla migliore.

 

21 maggio 2014                                                                                              Vittorino Rodaro

About Vittorino Rodaro

ex sindacalista della Uil, è stato “console” del Trentino a Bruxelles per 13 anni in qualità di Direttore dell’Ufficio di Rappresentanza della Provincia Autonoma di Trento presso l’Unione Europea.

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