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Il futuro dei beni comuni delle Alpi? Un convegno per parlarne, 30-31 maggio a Trento
Jano Fistialli-Flickr

Il futuro dei beni comuni delle Alpi? Un convegno per parlarne, 30-31 maggio a Trento

Le proprietà collettive sono molto diffuse nelle Alpi. Sono una ricchezza culturale oltre che economica, spesso con una lunga storia.

Attraverso le varie forme (es. beni del Comune, demani comunali, beni collettivi di una popolazione, beni delle Regole o delle Magnifiche Comunità, Consorzi Vicinali), come sono riuscite intere comunità a mantenere le risorse comuni per secoli? A discapito della (teoricamente) inevitabile “tragedia dei beni comuni“! Come sono riusciti ad auto-limitarsi nel loro consumo per raggiungere uno “sviluppo sostenibile“, ancor prima che fosse inventato il termine?

Lo studio della gestione delle risorse naturali è un’incalzante esigenza per la sopravvivenza umana, e ancora di più, lo studio di casi di successo (buone pratiche), anzi di secolare successo.

Le istituzioni comunitarie tradizionali deputate alla gestione di risorse comuni sembrano essere efficienti perché basate su sistemi di controllo e di sanzione interni alla comunità, elaborati in seguito ad un processo di adattamento al contesto ambientale e sociale.

La capacità di farsi carico di un significato collettivo – anziché il perseguimento di interessi individualistici – può modificarsi nel corso del tempo. In quale direzione?

Considerando “nuovi” valori (la biodiversità, il turismo), le comunità alpine possono arricchirsi di nuove modalità di auto-limitazione, con maggiore consapevolezza e comprensione dei processi più complessi di oggi. Ad esempio, oggi la gestione del pascolo è influenzata da una stratificazione di attori: dal pastore, all’allevatore, all’associazione agraria, al comune, all’ente per il turismo, all’ente forestale, alla provincia, fino all’Unione Europea (che definisce le politiche agricole comunitarie, le strategie di conservazione della biodiversità).

All’opposto la comunità può impoverirsi, culturalmente, piegata alle pressioni verso uno sviluppo economico illimitato (turismo) o soccombendo come una periferia spopolata dalla crisi economica.

Per ascoltare lo stato delle cose, per dire la propria, per condividere definizioni comuni, presso le Gallerie di Piedicastello, nei giorni 30 e 31 maggio, si terrà un convegno aperto a tutti gli interessati, accademici e politici, studiosi e appassionati di beni comuni.

3 i macro temi: RISORSE, ADATTAMENTO E RESILIENZA, ANTICIPAZIONE.

Saranno coinvolti esperti del settore a livello nazionale e internazionale, come:

Federica Corrado, Politecnico di Torino e CIPRA Italia

Roberto Poli, UNESCO Chair in Anticipatory Systems

Alessandro Gretter, Leopold-Franzes Universitat Innsbruck

Catie Burlando, Special Advisor to IUCN – CEESP Steering Committee on Youth Engagement and Intergenerational Partnership

Marcela Olmedo, University of Kent

La modalità di dibattito sarà agile e partecipativa, con discussione in piccoli gruppi, secondo il metodo del World Café.

La partecipazione è gratuita, per l’iscrizione è sufficiente compilare il modulo on line.

Collaborano all’evento: Regole di Spinale e Manez, Fondazione Museo Storico del Trentino, Fondazione Dolomiti Unesco.

Patrocini: IUCN – Commission on Environmental, Economic and Social Policy, Swiss-Austrian Alliance CH-AT, CIPRA, Fondazione Giovanni Angelini, Dislivelli, Accademia della  Montagna del Trentino.

I dettagli del programma sono visibili sul sito del progetto.

Nello stesso sito è aperta una raccolta delle 30 questioni più importanti per il futuro dei comuni delle Alpi, a cui tutti possono contribuire, seguendo il principio che “una buona definizione del problema è già una mezza soluzione“. Le questioni selezionate integrate con quelle che emergeranno dal convegno e selezionate insieme agli stessi partecipanti saranno presentate al ForumAlpinum 2014 che si svolgerà a Darfo Boario Terme dal 17 al 19 settembre 2014.

L’iniziativa rientra nel Progetto “Regole di Spinale e Manez: tra memoria e futuro. Memorie di comunità: dalla gestione collettiva ultracentenaria agli insegnamenti per il futuro”, co-finanziato della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Bolzano.

About Rocco Scolozzi

Ecologo, dottorato in ingegneria ambientale, specializzato in valutazione ambientale e sistemi di supporto alle decisioni

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