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Ecologia, scienza di frontiera (non solo ambiente!)
Andromeda and the Milky Way above the Oregon Tree, by Justin Kern (CC BY-NC-ND 2.0)

Ecologia, scienza di frontiera (non solo ambiente!)

Il fiume modella le sponde e le sponde guidano il fiume.

Gregory Bateson, “Verso un’ecologia della mente”

Nel corso dell’ultimo mezzo secolo lo studio delle interazioni tra individui, società, e risorse naturali o ambiente è notevolmente avanzato. Numerosi contributi e questioni emergono da diversi campi della conoscenza, per esempio dall’antropologia, dall’archeologia, dall’economia, dalla geografia, dalle scienze politiche, e infine dall’ecologia. L’ecologia sembra essere tra le più recenti, riconosciuta come scienza dei sistemi viventi e delle loro relazioni complesse. Le recenti riflessioni e categorie proprie dell’ecologia arrivano a esplorare un gradiente di complessità che parte dall’origine della vita fino all’etica.

Spesso l’ecologia è associata a (e praticata come) una delle sue sotto-discipline o specializzazioni che storicamente l’hanno preceduta (es. biologia). Molti studiosi dell’ambiente, effettivamente, studiano i sistemi naturali e loro componenti da una prospettiva riduzionistica (o newtoniana). Dalla biologia alla chimica, alla bio-geo-chimica (per esempio) spesso si sottintendono leggi “universali” in base alle quali i processi sono omogenei, deterministici, reversibili. Tramite questo tipo di processi, però, non è possibile spiegare la vita e i sistemi viventi.

Per capire cos’è la vita Rashevsky suggerisce “throw away the matter and keep the organization”. Alla base dell’ecologia sono le relazioni: multiple, tra diversi sistemi, e stratificate, tra sistemi e loro componenti (sotto-sistemi). Tali relazioni possono essere sia materiali, come flussi di materia (es. connessioni fisiologiche, reti alimentari), che sia immateriali, come le relazioni biosemiotiche.Dalla prospettiva della biosemiotica (una recente specializzazione dell’ecologia), infatti, la configurazione di un sistema vivente o di una sua componente costituisce una “segno” che può essere interpretato da un altro sistema, un esempio è la comunicazione visiva o biochimica tra piante e impollinatori. La particolare forma o un colore, o un profumo sono “segni” interpretati dall’ape come “risorsa nettare”. Anche il paesaggio antropogenico, sistema di sistemi, porta con sé configurazioni di significato, frutto di una co-evoluzione di processi “naturali” e processi cognitivi.

Spesso le relazioni sono più importanti degli stessi singoli organismi o sistemi, poiché in grado di realizzarsi e perpetuarsi indipendentemente dagli individui o dai sistemi. Per esempio una rete alimentare continua ad esistere nonostante la morte di un individuo, o persino di un’intera specie. Questo vale anche per i sistemi sociali, nei quali le componenti possono essere: gli individui (Pareto), le azioni o i ruoli (Parsons), i significati (Luhmannn), secondo un gradiente crescente di astrazione. Questo significa anche che un cambiamento nelle relazioni, a parità di componenti (individui, specie, agenti), può determinare il collasso o la perdita d’indentità del sistema (che si trasforma in altro).

Categorie dell’ecologia sono i sistemi complessi, le proprietà emergenti, le relazioni multiple, i feedback, le causalità circolari o loop. I sistemi possono essere definiti come una collezione di elementi interagenti, in grado di sviluppare forme di auto-organizzazione, che permettono la auto-riproduzione (autopoiesi) e la capacità di evolvere e adattarsi di fronte a condizioni esterne.

Queste proprietà emergono da configurazioni particolare di relazioni: i feedback, che possono generare dei loop che connettono oggetti (come gli output agli input in un processo) ma anche oggetti a processi (un output può innescare un processo), o processi a processi (in questo caso si definiscono loop gerarchici). A partire da queste caratteristiche i sistemi viventi sono in realtà indeterminati e contingenti, cioè dipendenti dalla propria storia (irreversibilità dei processi).

In altre parole, i sistemi viventi, dalle cellule, agli organismi agli ecosistemi, incluse le comunità e la società umana, sono il prodotto di processi e interazioni. I processi emergono a loro volta da eventi casuali sotto una configurazione di condizioni che portano a risultati non-casuali ma allo stesso tempo non determinati. Le leggi meccanicistiche non sono escluse da queste prospettiva, ma verificabili solo in condizioni estremamente limitate (o controllate).

La prospettiva dell’ecologia può contribuire allo studio delle interdipendenze tra uomo e ambiente, necessariamente “ecologiche”. L’ecologia (di frontiera) ci aiuta a osservare e comprendere (e valutare) le relazioni tra i diversi domini della conoscenza: scienza, politica, etica, che compongono i sistemi socio-ecologici.

I processi che definiscono e creano queste interdipendenze sono solo apparentemente separabili tra gli aspetti “sociali” e quelli “ambientali”. Proprio per i diversi gradi di astrazione delle relazioni, dalla rete trofica in un dato ecosistema a quelle tra risorse, valori e istituzioni sociali, è necessaria una sinergia di diverse lenti di osservazione, concetti e modelli della realtà.

Nella nostra società moderna, sempre più complessa e connessa, per comprendere la realtà e anticipare futuri desiderabili è sempre più necessaria un’ecologia di frontiera.

integral knowledge triad

About Rocco Scolozzi

Ecologo, dottorato in ingegneria ambientale, specializzato in valutazione ambientale e sistemi di supporto alle decisioni

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