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Un 25 aprile di resistenza…europea

Un 25 aprile di resistenza…europea

Ogni anno la ricorrenza del 25 aprile ripropone la memoria della resistenza alla barbarie nazifascista e il ricordo di quanti lottarono e dettero anche la vita per la riconquista della libertà e della democrazia. La storia e le vicende quotidiane ci insegnano che libertà e democrazia non sono un dato acquisito una volta per tutte, ma si esercitano e si reinventano ogni giorno. O meglio, si dovrebbero esercitare e reinventare ogni giorno.

Possono essere diverse le occasioni nelle quali è necessario ‘resistere’. Le vicende politiche di cui siamo testimoni in questo periodo danno ancora una volta l’immagine di quanto profonda sia la frattura tra società civile e mondo della politica. Lo scandalo dei vitalizi, le reticenze e l’omertà di cui sta dando prova la maggior parte della classe politica locale, il balbettio di alcune forze politiche e l’assordante silenzio di altre, marcano la distanza fra cittadini e coloro che li dovrebbero rappresentare. C’è una nuova resistenza che si impone oggi da parte dei cittadini nei confronti di una classe politica piuttosto screditata e implosa su se stessa.

Ma desidero, in questa occasione, lasciare da parte le questioni locali e fare alcune considerazioni sulle prossime elezioni europee. Ad un mese esatto dall’appuntamento elettorale, desta impressione il disinteresse, la sufficienza, la noia che le forze politiche, quasi facendo a gara fra di loro, dimostrano nei confronti di questa scadenza. Eppure la posta in gioco è altissima: con ogni probabilità le forze populiste antieuropee, di destra e di sinistra (sempre che il movimento di Grillo possa qualificarsi di sinistra) faranno il pieno nel futuro parlamento.

Questo si poteva evitare? In larga misura io credo di sì. Se si avesse iniziato a parlare dell’Europa che vogliamo alcuni mesi fa, se si avesse avuto il coraggio e la volontà politica di delineare scenari concreti e percorribili per costruire l’Europa dei cittadini e della partecipazione, io credo che la gente avrebbe risposto con maggiore convinzione e determinazione.

A dire il vero, qualche mese fa un gruppo di intellettuali di varia estrazione ha promosso la cosiddetta lista Tsipras per la costruzione di un’altra Europa, più Europa per l’occupazione, per l’eguaglianza, le pari opportunità e la difesa dei diritti di tutti. E’ un’Europa diversa e, per certi versi, antitetica all’Europa di Barroso, di Van Rompuy, della Merkel e di Junker.

I dieci punti del programma sottoscritto da Barbara Spinelli, Luciano Gallino, Gustavo Zagrebelsky, Moni Ovadia, Arturo Paoli, per citarne solo alcuni, rappresentano un messaggio rivolto alla società civile e alle forze politiche riformatrici, non appiattite sulle mere logiche di mercato e sui parametri di Maastricht.

Certamente Tsipras non diventerà presidente della Commissione europea, ma una significativa affermazione della sua lista può rendere più dinamico il confronto tra gruppo socialista, gruppo liberale e gruppo della sinistra europea rappresentato dal leader greco. Per questo obiettivo sarebbe stato importante un coinvolgimento del Partito democratico nel dibattito sui contenuti del programma che, per prima, Barbara Spinelli, figlia di Altiero, ha proposto.

Così, purtroppo, non è stato: il PD non solo non è entrato in questo confronto, permettendo che Sel e Rifondazione comunista vi mettessero il loro imprimatur, ma finora non ha discusso affatto, non ha proposto alcun percorso di ‘ricostruzione’ europea anche in vista del semestre di presidenza italiana della Ue che inizierà a luglio prossimo. Non è dato capire i criteri della formazione delle liste dei candidati PD, posto che sono costituite, per la gran parte, da deputati, senatori, consiglieri regionali e sindaci attualmente in carica. Tralascio volutamente ogni riferimento al penoso comportamento del PD trentino.

Dov’è in tutto questo la nuova Europa, ritiene il PD che siano sufficienti alcuni slogan per rimotivare i cittadini e convincerli, dopo le delusioni di questi anni, che senza Europa e senza euro l’Italia ripiomberebbe nel baratro delle svalutazioni periodiche, dell’inflazione a due cifre e della perdita di valore dei loro risparmi?

Mai, come oggi, si impone una nuova resistenza, un appello alla responsabilità dei cittadini, delle organizzazioni della società civile e della politica per contrastare con la corretta informazione, la discussione e la persuasione il populismo disinformato e antieuropeo di Grillo e della Lega. Riprendiamoci l’iniziativa per cambiare l’Europa e farla diventare il luogo dove tutti possano sentirsi a casa propria, ascoltati e aiutati a crescere come persone e cittadini con pari dignità e diritti.

25 Aprile 2014                                                                                                       Vittorino Rodaro

 

About Vittorino Rodaro

ex sindacalista della Uil, è stato “console” del Trentino a Bruxelles per 13 anni in qualità di Direttore dell’Ufficio di Rappresentanza della Provincia Autonoma di Trento presso l’Unione Europea.

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