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Casa Solidale: quando domanda e offerta sono misurate su fattori umani

Casa Solidale: quando domanda e offerta sono misurate su fattori umani

La condizione abitativa in tempo di crisi è uno dei fattori maggiormente esposti a rischi di natura peggiorativa. La difficoltà di trovare casa da parte di chi, a vario titolo si trova nelle condizioni di dover passare un tempo limitato in una città per motivi di lavoro o studio oppure è costretto ad affrontare un passaggio particolare nella propria vita per cui è necessario trovare una nuova e diversa sistemazione e dall’altra parte il dover affrontare in solitudine la gestione di una casa che, per oneri economici o di solitudine, segna una difficoltà oggettiva dovuta alla parcellizzazione della vita sociale.

Nella sola città di Trento, tenuto conto che, secondo i dati del comune, la tendenza è di una percentuale del 38,7% di famiglie unipersonali sul totale delle famiglie censite nel 2012 con un incremento dal 1990 al 2012  del 81%, si comprende come si sia modificato nel tempo il concetto stesso di famiglia e di convivenza.

Il Progetto Casa Solidale, portato avanti dall’associazione AMA di Trento la quale ha nella sua stessa definizione il concetto di auto mutuo aiuto, si propone di venire incontro alle difficoltà sopracitate in materia abitativa, offrendo una risposta favorendo e selezionando l’incontro tra persone che cercano una sistemazione anche provvisoria e chi, per varie ragioni, mette a disposizione una parte della propria casa.

Compito dell’associazione dunque è favorire la relazione tra persone portatrici di bisogni complementari di domanda e offerta non basati su criteri economici ma umani, dove per umanità si intende quell’empatia costruita attraverso gli incontri, necessaria a spingere la decisione di una convivenza tra persone che ancora non si conoscono se non superficialmente.

L’accesso al progetto può avvenire attraverso l’invio da parte dei Servizi Sociali o direttamente su richiesta del cittadino. Condizione essenziale per l’ammissione da parte di chi cerca ospitalità è di avere una minima base di reddito al fine di contribuire anche in minima parte alle spese di gestione della casa. Chi offre, d’altro canto, deve garantire un minimo di autonomia nell’utilizzo degli spazi, offrendo una stanza indipendente e la fruizione dei servizi.

Il primo passo per accedere al progetto è un colloquio con operatori AMA i quali sono tenuti a verificare il possesso dei requisiti indispensabili ai fini dell’ammissione; successivamente le persone vengono invitate a partecipare alle serate finalizzate a fare incontrare chi domanda e chi offre, anche per facilitare il clima necessario a costruire rapporti interpersonali basati sulla fiducia essenziali per dare inizio alle convivenze. In queste serate di gruppo le persone imparano a conoscersi, a narrarsi, a osservare e ascoltare le storie altrui, a costruire quell’intreccio di relazioni che costituisce l’ossatura di una possibile futura coabitazione. Una volta stabilito il contatto e verificata la possibilità oggettiva di dare inizio ad una coabitazione, gli operatori AMA accompagneranno, seguendo inizialmente da vicino l’avvio della convivenza, monitorando periodicamente l’andamento della stessa. Una volta verificato l’avvio positivo, ospite e ospitante seguono il loro percorso che vedrà un’ulteriore verifica dopo sei mesi di convivenza.

Anno Nuove coabitazioni Comunità di valle interessate
2009 4 Rotaliana, Trento, Alto Garda e Ledro
2010 5 Trento, Alta Valsugana e Bersntol,
2011 5 Trento, Alto Garda e Ledro, Rotaliana
2012 12 Trento, Alta Valsugana e Bersntol, Rotaliana, Magnifica Comunità deghi Altipiani Cimbri,
2013 11 Trento, Alta Valsugana e Bersntol
2014 (febbraio) 5 Trento, Alta Valsugana e Bersntol
totale 42

In conclusione, citiamo alcune considerazioni fornite da coloro che, all’interno dell’AMA seguono direttamente il progetto: “Quello che abbiamo potuto osservare finora e che ci fa credere in questo progetto sono le testimonianze delle persone direttamente coinvolte, le quali dato un problema vissuto come “pesante e difficile” come quello del propria sicurezza abitativa, riescono a ridimensionarlo e a riconoscerlo come una opportunità per permettersi una esperienza diversa, legata all’incremento del proprio supporto sociale, attraverso l’incontro con altre persone, diverse e allo stesso tempo umane come loro. Il ripristino di sentimenti come la speranza, il non sentirsi solo, il potersi appoggiare all’altro nei momenti di fatica, l’empatia sembrano essere i fattori aspecifici e  vincenti in questo progetto e una molla di attrazione per la partecipazione di altri soggetti.”

 
Per maggiori informazioni contattare:

Progetto Casa Solidale

Associazione Auto Mutuo Aiuto di Trento

Via Torre D’Augusto 2/1

38122 Trento

Tel: 0461/239640

Email: casasolidale@gmail.com

www.automutuoaiuto.com

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About Roberto Maestri

Counselor etno - filosofico e animatore socio - educativo. Si occupa di relazione di aiuto negli ambiti della disabilità e degli anziani.

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