Home » ArteLabio – cultura, spettacolo e lifestyle » Franca Valeri: una piccola lezione di dignità
Franca Valeri: una piccola lezione di dignità

Franca Valeri: una piccola lezione di dignità

Parlare di vecchiaia in un momento in cui in Italia è in atto il tentativo di sdoganare il giovanilismo, almeno alla guida del governo e al di là delle questioni di merito, può sembrare un anacronismo controcorrente ma potrebbe non esserlo. La partecipazione di mercoledì sera a Sanremo da parte di Franca Valeri rappresenta un esempio di come la vecchiaia e, nel caso dell’attrice la malattia, possano essere momenti nei quali la vita non cessa di proporsi nella sua capacità di poter guardare avanti e conservare una certa progettualità. Si sa, il mestiere dell’attrice comporta l’esibizione di sé, un narcisismo positivo che espone il corpo, la voce e tutto l’essere di fronte a un pubblico che si nutre di tutto questo, maggiormente quando il corpo in questione è al massimo della prestanza.
Ma che dire allora dell’esibizione dell’altra sera sul palcoscenico dell’Ariston? Abbiamo qui assistito a un monologo offerto da un’anziana signora affetta da una malattia invalidante che, probabilmente, se avesse fatto un altro mestiere nella vita, sarebbe da tempo collocata a riposo. Il narcisismo attorale che la caratterizza invece, le permette di essere ancora sulla scena alla rispettabile età di 94 anni, di scrivere commedie e continuare a progettare la propria vita. Osservando il video della sua esibizione, oltre alla commozione suscitata, faceva venire in mente la parola dignità: la dignità nel portare senza nascondere non soltanto il peso degli anni ma anche i segni di una grave malattia invalidante. Vecchiaia non è necessariamente sinonimo di malattia anche se, dopo una certa età è ovviamente più facile contrarre patologie correlate all’invecchiamento. Ed è proprio questo il punto che colpisce: il fatto di essere portatori di una evidente senescenza e non nasconderla, condurre la propria vita come se nulla fosse, almeno nei limiti che la patologia e l’anagrafe impongono. Una grande lezione di dignità da parte dell’attrice milanese la quale insegna che la malattia, la disabilità, l’handicap e ancor meno la vecchiaia, non sono e non devono rappresentare elementi di emarginazione ma possono essere portati con normalità, la normalità della differenza, in un’epoca in cui si sono ribaltati i ruoli della trasmissione del sapere, non più come accadeva una volta dall’anziano al giovane, ma al contrario, complice una tecnologia sempre più veloce e invasiva delle nostre vite.

Nel suo monologo sanremese, Franca Valeri nomina cellulare e iPad, mi piace affettuosamente pensarla mentre con dita ossute e tremanti allarga le immagini sul suo touch screen.

About Roberto Maestri

Counselor etno - filosofico e animatore socio - educativo. Si occupa di relazione di aiuto negli ambiti della disabilità e degli anziani.

Leave a Reply - Cosa ne pensa?

%d bloggers like this: