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Diventa un islandese! Diventa un trentino!
MUSE, Trento - Author: Marco (+Mongol, Flickr) - licenza: CC by 2.0

Diventa un islandese! Diventa un trentino!

“Diventare un trentino” – se con tale motto si indica l’intenzione di un futuro territoriale migliore del presente, e portatore di azioni e valori positivi – è un compito alla nostra portata.

La situazione attuale vede prevalere nella società, in maniera trasversale, un generico sentimento di spaesamento, confusione, incertezza e vago timore nei confronti del futuro, che si immagina connotato da meno possibilità, meno potenzialità e meno ricchezza (in senso lato) del presente e del recente passato. La sfiducia nella classe politica – che a livello locale si manifesta nella mancanza di leadership, grandi progetti e azioni forti – completa un quadro di stasi diffusa.

Proprio questo, allora, è il momento per riflettere su quello che la “crisi” può produrre in termini positivi, e per passare all’azione. Ogni individuo residente sul territorio trentino può decidere di mettersi in gioco per essere attore e non spettatore di un futuro positivo, sereno, solidale, verde e migliore.

LE PAROLE CHIAVE

Reputazione: il Trentino ha goduto sinora di un’ottima reputazione, basata peraltro su fatti reali e di importanza strategica. Per citare alcuni dei primati di cui gode chi risiede sul territorio trentino:

  • Siamo  al primo posto in Italia per qualità della vita;
  • Siamo al primo posto per qualità ambientale;
  • Siamo al primo posto per volontariato no profit, cioè siamo il territorio in cui più che in tutto il resto della Penisola sono numerose le persone che hanno scelto di dedicare gratuitamente una parte del loro tempo ad altri o a cause in cui credono (la proverbiale riservatezza dei montanari è quindi assai diversa dall’individualismo);
  • Siamo al primo posto per prestazioni sanitarie (a livello regionale);
  • Siamo i primi per l’utilizzo dei fondi europei;
  • Siamo i primi per l’inserimento dei migranti;
  • Siamo quelli che leggono di più;
  • Abbiamo la più estesa e ramificata rete di piste ciclabili;
  • Siamo stati i primi, nonostante le difficoltà orografiche, a dotarci della fibra ottica;

La nostra reputazione è ottima e forte è ancora il nostro potere di richiamo per visitatori e investitori. Ma la reputazione, che pure è un bene inestimabile, richiede continue cure, domanda adattamenti, esige dimostrazioni; richiede soprattutto una base condivisa su cui poter contare. La reputazione di un territorio, va ricordato, è cosa assai diversa dalla sua promozione. Promuovere significa proporre all’interlocutore gli aspetti migliori e più appetibili dell’argomento che ci sta a cuore; la reputazione si costruisce da dentro ma si percepisce da fuori.

È necessario che il Trentino “buono” – quello verde, onesto, lavoratore, autonomo, sobrio, solidale e internazionale – sia costantemente basato su un substrato reale.

Un esempio virtuoso di strutturazione e cura della propria reputazione  viene dall’Islanda, che nell’aprile 2010, con l’approvazione del “The Promote Iceland Act”, ha realizzato un atto governativo teso a “rafforzare l’immagine e la reputazione dell’Islanda, a potenziare la competitività islandese sui mercati stranieri e ad attirare turisti e investimenti stranieri”. Il documento non è rimasto una dichiarazione d’intenti. Si è tradotto in realtà che hanno preso varie forme, come ad esempio:

  • Azioni concrete per favorire e promuovere la collaborazione tra autorità, aziende e stakeholders;
  • La creazione di una rete di consulenti che hanno facilitato il dialogo tra i vari interlocutori, tenendo sempre a mente l’obiettivo finale (cioè il rafforzamento della reputazione);
  • L’attrazione effettiva di una massa di turisti interessati ai valori promossi in maniera unitaria e coerente dai vari soggetti (tra di essi: un rapporto equilibrato con la natura, l’investimento in tecnologia e innovazione per sfruttare l’energia geotermica, la promozione di una forte partecipazione democratica, il riconoscimento di indipendenza e autonomia rispetto ai trend globali);
  • La promozione della peculiarità e dell’individualità della cultura islandese come di un valore degno di rispetto, salvaguardia e ammirazione.

Internazionalizzazione è un termine spesso tradotto nel mero significato di “attirare investimenti esterni”. In realtà, questo termine può avere un significato di respiro più ampio. Un esempio virtuoso che il Trentino potrebbe seguire viene fornito dall’Unione Europea, che dal 2008 propone il protocollo “Green Capitals”. Questo titolo – non si tratta infatti di fondi, bensì di un riconoscimento ufficiale – viene assegnato a città che dimostrano di soddisfare una serie di requisiti che le rendono vivibili al meglio. Seguendo lo slogan “Green cities – fit for life”, le città impegnate su questo fronte si dimostrano particolarmente lungimiranti nella pianificazione e nella gestione della realtà urbana, confermando ufficialmente la propria attenzione alla qualità della vita nel senso più ampio.

Dal 2008 ad oggi, le città vincitrici sono state Stoccolma, Amburgo, Copenhagen, Vitoria, Bristol e Nantes. Prendendo quest’ultima come esempio (perché città di medie dimensioni) è possibile ricordare che Nantes ha deciso di:

  • Riconoscersi direttamente responsabile e coinvolta nelle principali sfide ambientali (clima, biodiversità, trattamento delle acque, qualità dell’acqua, protezione delle terre agricole);
  • Investire nel rilancio della città dopo la pesante crisi industriale degli anni Novanta;
  • Fare progetti territoriali che considerano come scadenza il 2030;

Per dare un’idea dei risultati raggiunti è significativo notare che oggi l’espressione “à la nantaise” è diventato sinonimo di “verde”. Questo deriva dalla messa in pratica di azioni concrete, che contano tra le varie conseguenze il fatto che:

  • Il 95% degli abitanti vive a meno di 300m di distanza dai trasporti pubblici
  • Il 100% degli abitanti vive a meno di 300m di distanza da un’area verde
  • Il 60% del territorio è occupato da terreni agricoli o da aree verdi.

Formazione: pensare a qualsiasi tipo di futuro, prossimo o lontano, significa fornire ai protagonisti di quel medesimo futuro gli strumenti culturali per ottimizzare le loro potenzialità. Investire nel settore creativo e coinvolgere le scuole primarie e secondarie in progetti culturali significa promuovere i valori “trentini” già citati (ambiente, responsabilità sociale, onestà, solidarietà, internazionalità) e saper cogliere la ricchezza che viene dai “nuovi trentini”. Anche attraverso la creazione strutturata di contenuti digitali sarà possibile:

  • Mettere in pratica e far conoscere dalla popolazione tutta l’utilità che deriva dall’investimento effettuato nella banda larga;
  • Esportare l’esempio del Trentino come territorio all’avanguardia nei settori tecnologico e creativo;
  • Trovare nuovi e godibili metodi di narrazione del passato, del presente e del futuro;
  • Educare a una comunicazione che punti al dialogo, alla crescita e alla condivisione e non alla persuasione;

Formare significa anche educare alla partecipazione, per essere cittadini responsabili. Il processo funziona nelle due direzioni: educare a partecipare significa anche potersi attendere, da parte dei cittadini, la volontà di prendere parte alla costruzione del futuro del territorio. Con diversi metodi di consultazione partecipata – dal débat public in poi – sarà possibile un mutuo scambio e beneficio su temi e competenze relative all’ambito culturale e alla ricerca sociale, urbanistica e pianificatoria del territorio.

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About Elisabetta Curzel

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giornalista e divulgatrice per Corriere della Sera, Sole24Ore e Raitre

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